Il paese ospite del Concours Mondial de Bruxelles 2019 ha registrato un numero record di iscrizioni. Con un massimo storico di quasi 600 vini (contro i 166 nel 2018), la Svizzera ha superato la Cina e si è aggiudicata il 5° posto per numero di iscrizioni, preceduta solo da Francia, Spagna, Italia e Portogallo. I vini della regione del Vaud rappresentano oltre il 50% delle iscrizioni svizzere, seguite dalla regione del Vallese con il 37%.

“Siamo molto orgogliosi e felici che la Svizzera si collochi tra i primi 5 paesi per numero di iscrizioni”, commenta Frédéric Borloz, presidente dell’associazione CMB Aigle 2019. “Oltre ad organizzare un’edizione indimenticabile del Concours Mondial de Bruxelles ad Aigle, il nostro obiettivo era anche quello di coinvolgere i vignaioli di tutte le regioni vinicole della Svizzera e mostrare la diversità e la qualità dei nostri vini. Il primo passo di questo obiettivo è stato pienamente raggiunto.”

Ma la Svizzera non è l’unico paese a partecipare più attivamente nel 2019. Le iscrizioni dall’Italia e dalla Spagna sono aumentate rispettivamente del 5% e del 3,4% rispetto al 2018. Le iscrizioni provenienti dal Messico sono aumentate del 20% e, per la prima volta nella storia della competizione, la Repubblica di Moldova è entrata nella top 10 delle iscrizioni con un aumento del 23% rispetto al 2018. Anche la Romania e la Repubblica Ceca registrano un aumento.

9.150 vini, provenienti da 46 paesi produttori, prenderanno parte alla competizione, quest’anno.

Sono oltre 300 le varietà di vitigni presenti in quest’edizione del Concours Mondial de Bruxelles.

La sola Svizzera ha iscritto vini provenienti da oltre 50 diverse vitigni. La maggior parte delle iscrizioni svizzere (133) proviene dal vitigno indigeno Chasselas, seconda varietà più diffusa nel paese. Al secondo e al terzo posto, nella lista delle iscrizioni, troviamo rispettivamente il Pinot Noir (89) e il Merlot (37), seguiti nuovamente dalle varietà native Gamaret (33) e Petite Arvine (30). I vitigni autoctoni che arricchiscono e contribuiscono all’identità delle regioni vinicole svizzere, rappresentano il 36% del raccolto.

Nonostante l’ampia diversità di varietà autoctone iscritte in competizione, la maggior parte dei vini presentati proviene da vitigni internazionali.

Il passaggio dalla Cina, dominata dal Cabernet-Sauvignon, ai climi più freschi della Svizzera ha avuto un effetto sul tipo di vini iscritti in questa edizione. La percentuale di vini rossi iscritti è diminuita del 3% a favore dei vini bianchi, la cui quota è aumentata del 3% rispetto al 2018. Invariate, invece, le iscrizioni dei vini rosati.

Dopo la costante tendenza all’aumento delle iscrizioni di vini biologici e biodinamici, tra il 2015 e il 2018, il loro numero è leggermente diminuito quest’anno. Il record dello scorso anno è stato in parte dovuto all’elevata quantità di vini iscritti dalla Cina, paese ospite nel 2018, oltre un terzo dei quali biologici.

Quest’anno, la maggior parte dei vini biologici provengono dall’Italia (182), seguiti da Spagna (151), Francia (121) e Cina (53). In totale, ben 24 paesi hanno iscritto vini biologici al concorso.

350 enologi e sommelier, buyer internazionali, giornalisti, enologi e critici specializzati, ricercatori e rappresentanti di organizzazioni industriali provenienti da quasi 50 paesi si riuniranno nella città di Aigle dal 2 al 5 maggio per la 26ª edizione del Concours Mondial de Bruxelles.

Il Concours Mondial de Bruxelles è una competizione itinerante con oltre 25 anni di esperienza. Si tratta dell’unico concorso enologico a eseguire dei controlli qualità post concorso sui vini premiati, al fine di garantire ai consumatori il massimo livello di soddisfazione.

Il sistema di valutazione del Concours Mondial de Bruxelles si basa su un modello rigoroso progettato dall’OIV e dall’Unione internazionale degli enologi.