Paese ospite

20-23 settembre 2022

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Marsala, Sicilia

La Sicilia, paradiso italiano dei vini dolci

La città lilibea, nell’ovest della Sicilia, accoglie la sessione dedicata ai vini dolci e fortificati: una preziosa occasione per puntare i riflettori sui vini di Marsala. Una giuria composta da una cinquantina di degustatori internazionali avrà così l’opportunità di visitare i vigneti e degustare questi vini emblematici dal 20 al 23 settembre 2022.

Sin dall’Antichità, la Sicilia è reputata per la qualità dei suoi vini che hanno sempre goduto di un’ottima reputazione. Con una superficie di 26.000 km2, la Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo e la più grande regione vinicola d’Italia.

Sur l’ile, près de 70% de l’encépagement est blanc, sur environ 180.000 hectares de vignes. La Sicile produit 8 millions d’hectolitres de vin dont 400000 hl proviennent des 20 000 hectares composés par les 9 DOC.

I vini dolci in Sicilia

La Sicile se positionne comme un lieu incontestable pour la production de vins doux. Là-bas, les vins sont aussi délicieux et intenses que les couleurs de l’île, dont les variétés indigènes restent le meilleur exemple des traditions qui la distinguent du reste du monde. Les terroirs de l’ile sont différents même dans un court rayon. Grâce à des microclimats spécifiques, les raisins locaux et internationaux ont trouvé un habitat approprié pour développer l'identité du continent sicilien afin de s'exprimer au plus haut niveau ! La Sicile se positionne comme un vignoble de renom au soleil puissant, mais frappé par des vents marins qui offrent aux raisins une fraicheur indispensable pour produire de grands vins. 

La Sicilia si è guadagnata la reputazione di luogo impareggiabile per la produzione di vini dolci. Qui, i colori dell'isola sono eguagliati solo dall'intensità e dai sapori deliziosi dei suoi vini. Alcuni di essi sono fatti con le varietà autoctone che restano il miglior esempio delle tradizioni che distinguono l'isola dal resto del mondo.

Anche all'interno di un piccolo raggio, i terroir dell'isola variano molto e i microclimi specifici creano un habitat adatto ai vitigni locali e internazionali per sviluppare un'identità siciliana distintiva e raggiungere l'apice dell'espressione. In particolare, il forte sole e le brezze marine influenzano i vigneti offrendo alle uve la freschezza di cui hanno bisogno per produrre ottimi vini. 

Marsala

Come da secolare tradizione vitivinicola della Sicilia occidentale, i vitigni autorizzati per legge alla produzione del Marsala sono quelli che, sin dall’epoca fenicia, costituiscono il patrimonio genetico della viticoltura locale: Grillo, Catarratto, Inzolia e Damaschino per i vitigni a bacca bianca utilizzati per produrre il Marsala Oro e Ambra. La tipica regione vinicola della DOC Marsala copre quasi l’intera provincia di Trapani. Si tratta di un territorio straordinario dove il sole brilla duecentocinquanta giorni all’anno e il mare e i venti coccolano quotidianamente le vigne. I vigneti si estendono dal litorale costiero, dove i vini sono più sapidi e intensi grazie all’escursione termica e all’influenza della brezza marina, fino alle basse colline situate a circa 300 metri sul livello del mare, nell’entroterra, dove i vini sono più freschi e minerali.

Passito di Pantelleria

Situata al centro del mar Mediterraneo, l’isola di Pantelleria si estende su 83 km2 e dista appena 45 km dalla costa tunisina. Nel corso dei secoli, è stata dominata da diverse popolazioni che hanno lasciato tracce indelebili. L’uomo è riuscito a dominare l’impenetrabile e ostile ambiente naturale per garantirsi la sopravvivenza nel tempo, praticando un’agricoltura alquanto estrema e trasformando un groviglio di rocce vulcaniche in uno dei paesaggi agricoli più armoniosi di tutto il Mediterraneo. Il Moscato di Alessandria, meglio conosciuto con il nome di Zibibbo, è il vitigno principe dell’isola di Pantelleria. Qui, in condizioni estreme, viene allevato con il sistema “vite ad alberello”, dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco. La vite, nella forma dell'alberello pantesco, viene coltivata in conche profonde circa 20 cm, utili per accumulare l'acqua piovana e proteggere i grappoli dal vento. Le uve zibibbo, ricavate da questi vigneti, rappresentano la materia prima per la vinificazione del Moscato e del Passito.

Syracuse e Noto

Considerato come uno dei più antichi vini d’Italia, il Siracusa deriva dal Moscato bianco, un vino dolce ed elegante nelle versioni Moscato e Passito. Sin dall’antichità, lo sviluppo della regione di Siracusa è sempre stato legato alla ricchezza dei corsi d’acqua e alla fertilità del suolo. Il promontorio e la zona circostante sono di origine calcarea, con un clima caldo e temperato e l’influenza del mare. Scendendo verso Noto, le correnti calde alla confluenza del Mar Mediterraneo con il Mar Ionio creano un terroir ideale per la coltivazione del Moscato. Come tutte le grandi regioni viticole siciliane, ci troviamo nella cintura solare che offre la posizione perfetta per la produzione di vini dolci e fortificati. I vini di Noto e di Siracusa sono cugini. Noto produce vini da dessert profumati e aromatici come il Moscato e il Passito. Le città di Siracusa e di Noto e tutta la Val di Noto ospitano numerosi siti classificati patrimonio mondiale dell’UNESCO che, nel tempo, le ha rese meta prediletta dei viaggiatori colti e raffinati.

Isole Eolie

Sotto il sole di Salina, la Malvasia delle Lipari dà vita a questo straordinario vino da uve Malvasia e Corinto Nero. Le isole Eolie sono classificate patrimonio dell’UNESCO dal 2000. Furono colonizzate intorno al 580 a.C. dai Greci che credevano si trattasse della dimora di Eolo, dio del vento, e decisero quindi di battezzarle con il suo nome, in suo onore. La posizione geografica, l’influenza del mare, l’esposizione al sole insieme al forte vento e naturalmente la mano dell’uomo hanno reso questo territorio unico. La Malvasia delle Lipari viene vinificata in diverse tipologie: passito, passito liquoroso e bianco secco. Qui, il mare gioca un ruolo fondamentale, promuovendo un’agricoltura e una viticoltura rispettose dell’ambiente. I 160 ettari di vigneti sono piantati dal livello del mare fino a oltre 400 metri di altitudine.

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