Uno studio pubblicato recentemente da Wine Intelligence sulle tendenze mondiali del vino nel 2020 rivela un calo delle conoscenze legate al vino su un certo numero di importanti mercati di consumo. Tra il 2015 e il 2019, l’indice di conoscenza del vino[1] in Cina e negli Stati Uniti è sceso vertiginosamente di 6 e 5,5 punti rispettivamente[2].

Tuttavia, anche se le conoscenze diminuiscono, il vino gioca un ruolo sempre più importante nella vita dei consumatori, prove alla mano.

In termini di acquisto, la facilità di scelta di un vino è diventato un aspetto primordiale. Il consumatore, per mancanza di tempo, si affida all’apparenza e all’impatto visivo del prodotto, e sempre meno a dati concreti. Ci siamo, quindi, chiesti quali siano gli elementi visivi che facilitano la scelta dei consumatori e se le medaglie giochino un ruolo maggiore nella decisione di acquisto.

Tra settembre 2019 e febbraio 2020, il Concours Mondial de Bruxelles ha svolto un’inchiesta online presso i produttori che hanno vinto una medaglia durante il concorso. Contemporaneamente, sono state svolte una serie di interviste con diversi Buyer, attraverso l’Europa[3] e gli Stati Uniti, per valutare l’impatto delle medaglie sulla commercializzazione e sul marketing.

I risultati dell’inchiesta confermano l’ipotesi secondo la quale le medaglie hanno effettivamente un impatto positivo sul comportamento di acquisto dei consumatori. Le medaglie consentono ai consumatori di individuare rapidamente i vini premiati, il che riduce il loro tempo di selezione e il rischio di fare una cattiva scelta.

“Nei supermercati, non c’è necessariamente qualcuno che possa orientare il consumatore e il reparto dedicato al vino può essere vasto e incutere una certa timidezza”, spiega Jonas De Maere, responsabile vini presso Ahold Delhaize USA. “Una medaglia vinta nell’ambito di un concorso prestigioso rassicura sempre il cliente sul fatto che i vini siano stati correttamente valutati prima e che, quindi, si sceglie un prodotto di qualità”.

Xavier Leclerc, responsabile sourcing presso Auchan Francia, corrobora queste affermazioni:
“Un reparto vino nella grande distribuzione vuol dire 80 referenze nel campo visivo; il 99% dei nostri clienti non conoscono né il vino, né le denominazioni né i vitigni. Immaginate la forza di una medaglia come elemento di differenziazione in questo contesto. A ugual prezzo e fino al 15% più caro, un vino premiato si vende venti volte di più. Noi Buyers, accordiamo, quindi, molta importanza a questi segni distintivi”.

Secondo l’inchiesta condotta dal Concours Mondial de Bruxelles, una medaglia attribuita dal concorso può generare un incremento delle vendite che può raggiungere il 30%, a seconda del paese. “Per esperienza diretta, quando un vino con il nostro brand riceve una medaglia, le vendite possono aumentare dal 20 al 30%”, dichiara Andrea Alonso, Buyer vino presso Makro Spagna e Metro. “Sono convinta che la medaglia apporta un valore aggiunto ai brand”.

I produttori confermano i vantaggi di una medaglia ottenuta a un concorso enologico internazionale. Il 78% delle aziende vinicole interpellate stimano che la medaglia del Concours Mondial de Bruxelles ha avuto un impatto significativo sulla propria immagine. Allo stesso modo, il 77% dei produttori sollecitati dichiarano che la medaglia ha avuto un effetto positivo sulle loro vendite. In particolare, per i produttori meno conosciuti, una medaglia è considerata come una porta d’ingresso per accedere a nuovi mercati:

“Per un produttore, una medaglia rappresenta un eccellente strumento di marketing”, commenta Jonas De Maere. “Alcuni dei miei fornitori che hanno vinto una medaglia hanno potuto accedere a nuovi mercati dopo essere stati contattati spontaneamente da alcuni Buyers, semplicemente perché hanno ottenuto visibilità sul sito del Concours Mondial de Bruxelles. È un ottimo ritorno su investimento”.

Tuttavia, benché l’effetto positivo di una medaglia sia ormai accertato, non è sempre facile selezionare il buon concorso. A volte, l’alto numero di medaglie attribuite rispetto alle iscrizioni può suscitare una certa diffidenza nei concorsi enologici. Contrariamente ad alcuni concorrenti, il Concours Mondial de Bruxelles rispetta le direttive dell’OIV e dell’Unione Internazionale degli Enologi, secondo le quali solo un massimo del 30% dei campioni (spesso anche di meno) possono essere premiati.

Inoltre, il Concours Mondial de Bruxelles è l’unico concorso a effettuare controlli post-concorso sui vini premiati, comparando una selezione di prodotti con un campione acquistato in maniera anonima, facente parte dello stesso lotto. Una parte consistente dei benefici provenienti dalla vendita delle medaglie viene investita in questi controlli post concorso, il cui obiettivo è quello di garantire ai consumatori il maggior livello di soddisfazione rispetto ai vini plebiscitati dalla giuria.

I membri della giuria sono pienamente consapevoli della serietà del Concours Mondial de Bruxelles e sanno apprezzarla, come conferma Xavier Leclerc: “Da degustatore professionista, posso dire che esistono concorsi che preferiamo per la serietà del loro metodo e della loro organizzazione. Tra i concorsi internazionali, per me il Concours Mondial de Bruxelles è IL Concorso. La qualità dei degustatori impone un livello di esigenza rispetto al proprio palato che non ho trovato altrove. Per me la medaglia del Concours Mondial de Bruxelles è la medaglia più affidabile e quando riceviamo i risultati, avviso subito i Buyer dei vini premiati nella loro zona”.

“Il Concours Mondial de Bruxelles è un evento di primo piano in termini di organizzazione. I vini sono valutati in maniera professionale. I membri della giuria sono estremamente competenti ed è un vero piacere degustare in gruppo”, Beáta Keszeler, consulente marketing vino presso Dee-wine.com.

Il Concours Mondial de Bruxelles 2020 si svolgerà a Brno, dal 1° al 3 maggio. La data limite per le iscrizioni è fissata al 17 marzo.

 

 

[1] L’indice di conoscenza del vino si basa sul livello di conoscenza dei paesi produttori di vino, delle regioni e dei marchi, come riportato dai consumatori. È espresso su una scala da zero a 100, dove più alto è il numero, maggiore è il livello di conoscenza.

[2] https://www.wineintelligence.com/downloads/global-trends-in-wine-2020

[3] Tra cui la Francia, il Belgio, la Spagna, l’Italia, il Portogallo, il LUssemburgo, l’Austria, la Germania e la Bulgaria.